Tutto ribaltato, ed incertezza che torna a regnare sovrana: la discussione legata alle radiazioni ed ai danni che il cellulare provoca sul corpo umano torna ad animare gli addetti ai lavori, ed a ripercuotersi inesorabilmente sull’opinione pubblica.

Le ricerche si susseguono. L’ultima, risalente ad alcuni mesi fa, aveva sancito il verdetto apparentemente definitivo, secondo il quale il cellulare non sarebbe responsabile di alcun danno al nostro organismo, e che le onde elettromagnetiche dello stesso non avrebbero effetti sulla generazione di possibili tumori.

Presentata come un qualcosa di ‘solenne’, l’ultima analisi è stata però ribaltata da un’ulteriore e recente ricerca, condotta dall’ingegnere elettronico Lloyd Morgan, direttore del Central Brain Tumor Registry degli Stati Uniti. Secondo il lavoro del professionista statunitense, infatti, il pericolo di sviluppare un tumore al cervello per le persone che fanno largo uso dei telefoni cellulari è ben più alto di quanto sostenuto nella già menzionata ricerca realizzata dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms).

Il parere di Morgan è stato pubblicato sul portale Telegraph. Egli ha spiegato come la ricerca pubblicata dall’Oms – su un campione di persone selezionate in 13 paesi, afferma che le persone che parlano al cellulare per più di mezz’ora la giorno hanno il 40 per cento di probabilità in più di ammalarsi di tumore al cervello – sia eccessivamente ‘sistematica‘, se si pensa alle tipologie di campioni utilizzati.

L’ingegnere americano, dalla sua, ha parlato di un rischio maggiore del 25 per cento rispetto all’analisi dell’Oms, rivalutando il pericolo “epidemia di tumore al cervello”. A dimostrazione, infine, del caos che regna sulla vicenda, sono giunte le dichiarazioni di un altro studioso, Ed Yong, capo dell’Health information for Cancer Research della Gran Bretagna: le previsioni di Morgan, a suo dire, sarebbero esagerate.

di Matteo Aldamonte


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