Esempio estremo, comprensione immediata: i nostri telefoni ed i nostri cellulari sono tutt’altro che igienici, ed anzi rischiano di provocare danni alla nostra salute. E’ quanto risulta da una ricerca condotta in Gran Bretagna da ‘Wich?’, un’organizzazione che opera in difesa dei consumatori, e pubblicata sulla rivista ‘Daily Mail‘.
Secondo lo studio, cellulari e telefoni del giorno d’oggi risulterebbero, in media, ben diciotto volte più infetti degli scarichi del WC, con livelli che supererebbero, in alcuni casi, di ben 39 volte il livello di batteri consentito, e di oltre 170 volte il livello di coliformi fecali concessi.
Elevati livelli di TVC (la TVC, o Total Viable Count, dà un`idea quantitativa circa la presenza di microrganismi come batteri, lieviti e muffe presenti in un campione) sono quindi sintomi di una mancanza palese di igiene, con tale situazione che ‘prepara’ il terreno alla formazione di altri batteri: dall`analisi di un campione di 30 telefoni è emerso che, in proporzione, 14,7 milioni dei 63 milioni di telefonini in uso in Gran Bretagna (poco meno del 25%, quasi uno su quattro) potrebbero risultare pericolosi per la salute.
Tra i telefoni esaminati, c’è anche stato il prodotto che è stato capace, come detto in precedenza, di superare di ben 39 volte il livello di batteri consentito. Un dato, questo, che a livello medico rendeva quel cellulare in grado di provocare, da solo, un serio mal di stomaco agli utenti, e per evitare questo sarebbe stata necessaria addirittura una sterilizzazione.
Ed ora qualche dato inerente la ricerca: il telefono cellulare più igienico è risultato avere dieci volte il livello accettabile di TVC, mentre i più sporchi arrivavano a 39 volte il livello di sicurezza degli enterobatteri, un gruppo di batteri che vive nell’intestino, e che ‘annovera’ anche la Salmonella.
Su molti cellulari, poi, è emersa la presenza di escherichia coli, tipico delle intossicazioni alimentari, e di stafilococco aureo, anche se i numeri non hanno destato preoccupazione tra gli esperti, perchè non ancora vicini ai livelli di guardia.
di Matteo Aldamonte







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