Bisogna adeguarsi ai tempi, non c’è dubbio. E se la tecnologia non si pone più limiti, e soprattutto non ne pone agli utenti che ne fanno uso, rimanere indietro può essere una scelta fatale per il proprio business e per il proprio marchio. Certo, potrebbe non essere questo il caso di Walt Disney, marchio storico nella produzione di cartoni animati e nel disegno degli stessi, ma anche negli USA hanno deciso di non perdere d’occhio la tecnologia.
Ecco perchè Topolino, Pippo, Paperino e tutti gli eroi Disney, che tengono incollati a televisori e magazine in carta stampata milioni di bambini e bambine di tutto il mondo, divengono digitali, e sbarcano su cellulari, smartphone come l’iPhone di Apple, ma anche console per videogame, come Psp di Sony.
Raggiungere lettori vecchi e nuovi ovunque. E’ questo l’obiettivo della Disney, che ha reso scaricabili i fumetti ed suo materiale multimediale sul portale Disney Digicomics, appositamente creato per l’occasione. Al suo interno, saranno presto contenute più di 50mila storie, che gli utenti disneyani potranno sfogliare in maniera digitale, acquistabili ad un prezzo compreso tra 0,79 e 4,99 euro.
La stessa azienda ha poi manifestato la volontà di raggiungere, mediante questa scelta digitale, tutte le piattaforme, senza esclusioni: da iTunes di Apple a Nokia Ovi, passando per Sony Psp e Nintendo Ds.
“Con i Digicomics – ha spiegato Gianfranco Cordara, manager di Disney Italia - le singole vignette della storia scorrono una dopo l’altra con un clic controllato dal lettore, separate da semplici transizioni (dissolvenze, panning), ricostruendo così la lettura a striscia e preservando quindi la dinamica fruitiva del linguaggio fumettistico. Abbiamo voluto evitare interventi più radicali, come animazione o effetti speciali - ha concluso – perché non appartengono alla tradizione dei comics e rischiavano di distrarre i lettori dalla cosa più importante, che è lo storytelling”.
Qualcuno spieghi a Topolino & Co. che il tempo di pagine cartacee e vecchie pellicole scolorite è finito. C’è da correre al passo con i tempi, magari trovando qualcosa di più moderno rispetto alla indimenticabile “313″ dell’amico Paperino.
di Matteo Aldamonte







Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?