Il “connubio” tra automobile e cellulari è una problematica di vecchia data ormai, considerando che quest’ultimo rappresenta ormai un prodotto entrato a far parte dell’armamentario-base di ognuno di noi.
Il cellulare in macchina. Non è il massimo della concentrazione, non credete? Ed è per questo che la legge stessa si è interessata al caso negli anni scorsi, imponendo sanzioni per coloro i quali vengono pescati ad effettuare telefonate senza l’utilizzo dell’apposito auricolare.
Ma ci sono gli sms, mms, gprs, navigatori, e-mail, Internet, Facebook, Twitter, e chi più ne ha-più ne metta. Le possibilità dei telefonini odierni sono immense, e rappresentano tutte – dalla prima all’ultima – una potenziale distrazione per l’automobilista impegnato e disincantato della realtà odierna.
Con o contro la legge, gli italiani utilizzano abitualmente i dispositivi mobili in auto. Ad ammetterlo è il 24% di loro, nell’ambito di un sondaggio condotto da Direct Line-Nextplora, e mirato proprio ad evidenziare la percentuale di utenti che fanno uso di cellulari in auto.
Tornando alle percentuali, quella indicata sopra fa riferimento a quanti, spesso in barba ad auricolari, multe e codici della strada, effettuano senza preoccupazioni le proprie telefonate. Ma i numeri non cambiano – anzi, aumentano – quando si parla di sms: il 24,5% li legge e li invia dal proprio abitacolo in grande tranquillità.
“Tutte operazioni che, al pari della conversazione – sottolineano gli esperti, autori della ricerca – compromettono seriamente l’attenzione alla guida e hanno lo stesso livello di pericolo della guida in stato di ebbrezza. Il mancato rispetto sulle regole dell’uso del cellulare alla guida ha come conseguenza il fioccare di multe: a novembre ne sono state erogate 2.000, mentre da inizio anno si e’ raggiunta quota 40.000″.
Fa preoccupare, rimanendo in tema di numeri, quel 34,6% di italiani che ha candidamente dichiarato di non aver assunto alcun tipo di precauzione tecnologica, in modo da poter utilizzare il cellulare senza incorrere in multe, penalizzazioni, e soprattutto rischi per la propria incolumità.
C’è da meravigliarsi? Non poi così tanto, siamo italiani. Ed allora, vietato sbarrare gli occhi per lo stupore dinanzi al 6,7% che legge le mail, al 5,6% che naviga abitualmente in Internet mentre guida, e soprattutto al 39,5% di “piloti”, a cui poco importa di attendere il semaforo per espletare i propri bisogni tecnologici.
di Matteo Aldamonte







Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?