Una vocina sussurra: era ora! E’ vero, chi è causa del suo mal, pianga sé stesso, ma intervenire in termini di trasparenza rappresenta un’operazione sempre più necessaria nel campo della telefonia continentale, e soprattutto, in base all’esperienza che ci caratterizza, del nostro paese.

Si parla di bollette. Bollette sul traffico degli apparecchi mobili. Per questi ultimi, molto spesso l’utente può scegliere formule con un prezzo fisso, pagato come contropartita ad un totale di conversazioni, sms, navigazione online su base mensile.

Superata la soglia, però, troppo spesso l’utente non viene avvisato, ed alquanto amare risultano le sorprese al termine del mese, quando il postino recapita bollette con importi da mettere i brividi.

Per prevenire lo schock, è entrata in vigore proprio oggi una nuova normativa di carattere europeo, che costringerà le compagnie telefoniche ad avvertire l’utente spendaccione, superata una determinata soglia da determinare a seconda della compagnia telefonica.

Ovviamente, il limite di spesa non potrà essere fissato liberamente - basterebbe decidere cifre esorbitanti, per non cambiare nulla e non avere praticamente obblighi verso gli utenti -, ma dovrà avvicinarsi agli standard del Vecchio Continente.

Questi ultimi sono stati decisi per prevenire anche la mancata decisione del limite di spesa da parte delle compagnie, entro il prossimo Luglio, mese limite: in caso di mancata comunicazione, infatti, scatterà come importo ultimo la cifra di 50 euro mensili.

Superato l’80% della cifra, pertanto, il gestore telefonico sarà tenuto, per legge, ad avvertire l’utente, facendo presente il superamento del limite di spesa, e quindi lasciando presagire una bolletta più salata del solito.

“La protezione dalle bollette gonfiate a causa del roaming è un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della fiducia degli utenti nell’uso dei dispositivi mobili per accedere a Internet in Europa”, è stato il commento di Neelie Kroes, commissario europeo, sulla vicenda.

Certo, l’Italia rimane ancora una grande incognita: la questione del traffico in roaming rimane spinosa, e le associazioni dei consumatori continuano a chiedere chiarezza. Che questa normativa possa finalmente portare un po’ di serenità?

di Matteo Aldamonte


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