Ricordate? Ne avevamo parlato lo scorso 2 Luglio, in uno dei primissimi articoli firmati Ciak! Cellulare: era stato appena annunciato l’arrivo, per il 2010, del nuovo caricatore unico per cellulari.
Lo scopo era, fondamentalmente, quello di garantire un certo risparmio ai consumatori ed alle case di produzione, poichè attraverso un unico caricatore sarebbe stato possibile, appunto, rimettere in sesto la batteria di numerosi telefoni. Tra i marchi che già estate avevano dato la loro disponibilità, vi erano Apple, LG, Motorola, Nec, Nokia, Qualcomm, Research In Motion, Samsung, Sony Ericsson e Texas Instruments.
Negli ultimi tempi, la questione si è allargata, sino a raggiungere pieghe importanti: sono state aperte le porte a tutti i dispositivi portatili, e non solo ai cellulari, per l’usufrutto di questa innovazione, pensata anche per evitare i rifiuti sul globo.
Come detto, inoltre, è stato svelato un retroscena importante. Infatti, il caricatore unico era previsto per il 2012, ma l’adesione immediata delle case produttrici, e la disponibilità delle istituzioni di portata mondiale hanno condotto i virtuosi della tecnologia a ridurre i tempi.
Dalla parte del caricatore unico si è schierata oggi anche l’Itu (International Telecommunication Union), l’Agenzia Onu creata per monitorare l’ambito delle Telecomunicazioni, la quale ha per l’appunto ufficializzato il caricabatteria universale come nuovo standard.
Ma c’è di più: sono state stilate, infatti, anche le prime linee guida di entità tecnica. Esso sarà strutturato sulla tecnologia USB. Avrà, pertanto, un capo del cavo “normale”, adatto alla presa elettrica, ed un’altra estremità da collegare al dispositivo portatile.
“L’accelerazione è stata mirata”, hanno spiegato dall’Itu. Infatti, il mancato accordo già negli anni precedenti avrebbe prodotto quantità di rifiuti evitabilissime. Ecco che, pertanto, il 2012 appariva una data troppo lontana per l’introduzione di un’innovazione così importante.
Soprattutto se ci si raffronta con i dati numerici in circolazione: sono 51mila le tonnellate di caricabatteria che vengono prodotti dall’industria dei cellulari, annualmente, per sostituire quelli ormai considerati obsoleti dal mercato. Uno spreco evitabile già tempo addietro, non credete?
di Matteo Aldamonte





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Era ora! Son 6 anni che lo dico!!! E sarebbe anche ora di piantarla con le differenze di rete elettrica e le tipologie di prese tra Europa e America!!