Il telefono cellulare rappresenta, ad oggi, un mezzo di comunicazione globale, di cui più della metà della popolazione mondiale dispone. Un oggetto d’uso comune, insomma.

Ed in quanto tale, tutti ne meritano uno. Anche le giovani leve della tecnologia mobile, che spesso non desiderano altro - almeno in Italia - che riceverne uno in regalo. Un cellulare in regalo? Già, ormai può sembrare una mera banalità, ma è l’oggetto più gettonato, la prima proposta nei possibili regali in un gruppo di amici, la prima idea nei pensieri del singolo, il colpo dell’ultimo minuto degli smemorati.

Se prima si pensava al corredo ombrello – sciarpa anche in Agosto, oggi tutto è diventato più facile: un cellulare è ideale per tutti. Giovani, anziani, belli, brutti. Ma va fatto con attenzione: non basta chiudere gli occhi e puntare il dito contro il primo modello a tiro. Per ben figurare e scacciare via la banalità, serve stile.

Se si è favorevoli per l’acquisto ad un bambino di piccola età - dagli undici anni, circa - è il caso di prediligere l’intelligenza all’estetica: che il cellulare sia economico, con tasti grandi, numeri grandi sul display, possibilità di memorizzare velocemente numeri utili, colorato. Pratico e funzionale, insomma.

Il destinatario è un manager? Qui le cose si complicano un po’ e forse lasciarlo scegliere a lui stesso, cambiando ambito per il regalo, sarebbe la mossa più indicata. Comunque, se le idee scarseggiano, vanno messe in cima alla lista degli elementi indispensabili, connessioni di ogni tipo, touch screen, sistema operativo avanzato. Che sia tutto utile al lavoro, e non superfluo.

Nel mondo del superfluo, invece, si potrà sconfinare se il regalo è destinato ad un adolescente. Sono loro i soggetti più indicati a ricevere un cellulare, che dev’essere necessariamente “alla moda”. E allora, caccia all’ultimo modello, con lettore mp3, fotocamera, MMS, Bluetooth, loghi&suonerie a modici prezzi, possibilità di collegarsi ai vari network del web (Facebook in testa) e mancanza del fastidioso T9, che – malandrino - si permette di correggere le bizzarre creazioni linguistiche che solo una inerme tastiera concede.

Infine, se il pacchetto finirà nelle mani di chi con la tecnologia non ha familiarità - anziani, tradizionalisti, negati vari – la parola d’ordine è: semplicità! Ancora maggiore rispetto a quella necessaria per i ragazzini. Che il mezzo emetta e riceva chiamate. Non servirà altro.

di Matteo Aldamonte


Ciak! on Facebook

  1. Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?