Se anche su Facebook spopolava il gruppo “Quelli che…amano ascoltare la musica al massimo volume”, l’ultima introduzione legislativa, in termini di tecnologia, da parte dell’Unione Europea, non farà contenti in molti.
Eppure, la classe dirigenziale del Vecchio Continente si è mossa nella direzione della salute, per proteggere la salute dei propri consumatori.
Come? Gli amanti dell’alto volume dovranno adattarsi, perchè l’Unione Europea ha stabilito che tutti i cellulari di ultima generazione e gli iPod prodotti nell’ambito dei suoi confini, verranno costruiti rispettando un certo limite di decibel riguardante il volume dei riproduttori di suoni, proprio per tutelare i consumatori.
La soglia di sicurezza fissata dall’UE si aggirerà attorno agli ottanta/ottantacinque decibel, a dispetto di alcuni apparecchi che, ad oggi, raggiungono addirittura i centoventi decibel, dimostrandosi estremamente pericolosi, alla lontana, per l’udito.
“L’ascolto anche solo occasionale di musica a questo volume può provocare danni, mentre l’ascolto prolungato può portare a perdere del tutto l’udito”, spiega Meglena Kuneva, della European Commission for Consumer Affairs, che giustifica così una misura ai molti apparsa esagerata.
“Secondo un report EU Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks – continua Kuneva – un utilizzatore di lettori mp3 su 10 è a rischio di perdita dell’udito permanente. Sono oltre 10 milioni di cui la maggior parte adolescenti”.
Le grandi case produttrici, in primis la Apple, si sono rifiutate, per ora, di commentare la decisione dell’Unione Europea, ma al tempo stesso hanno fatto notare di come siano già presenti sul mercato software che, senza comportare necessariamente la modifica degli standard produttivi, permettano di ridurre il volume dei propri apparecchi.
Continueranno sulla loro strada i vertici continentali, dai quali si attende ora una data utile, da prendere in considerazione per l’entrata in vigore della nuova legge.
Ma voi, lettori di Ciak! Cellulare, siete d’accordo con questa introduzione dell’UE? Diteci la vostra nel nostro spazio dedicato ai commenti.
di Matteo Aldamonte







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