Tecnologia e possibilità infinite. Il cellulare d’oggi è questo: telefonate, Sms, ma anche e-mail, connessione ad Internet, foto, video, touchscreen, e tutto quel che volete è possibile aggiungere all’elenco. Tanti optional, per rendere il prodotto appetibile al cliente.
Questa è la situazione, almeno per quanto concerne la nostra realtà, quella della crisi e di chi, pur di non rinunciare alla sua fetta di consumismo e tecnologia sfrenata, farebbe carte false.
Ma le aziende operanti nel settore della telefonia stanno allargando i propri orizzonti anche alla fascia più povera del globo terrestre, mettendo a disposizione non semplici cellulari, bensì veri e propri ritrovati, utilissimi per la ricerca e per tutte quelle operazioni di carattere “sociale”, necessarie in paesi meno sviluppati.
E’ di questi giorni, ad esempio, la notizia dei cellulari che funzionano come microscopi low cost, per l’analisi del sangue. Li ha inventati Aydogan Ozcan, un ricercatore dell’Università della California, il quale ha cominciato addirittura a produrli in serie, tramite l’azienda Microskia.
E’ un’interazione fondamentale, al costo di dieci dollari, tra fotocamera ed un led aggiuntivo, che permette a questi cellulari di emettere un raggio sul campione di sangue, e visualizzare immediatamente i risultati dell’analisi.
Anche due colossi mondiali come Nokia e Google, comunque, si stanno dando parecchio da fare: l’azienda finlandese ha avviato, in Brasile, il progetto “Nokia Data Gathering”, attraverso il quale ha permesso agli operatori sanitari del luogo di registrare, via cellulare, il numero dei focolai di febbre dengue, gli standard igienici dell’acqua e altre condizioni riconducibili alla malattia.
Google, invece, sta cercando di abbattere quelle che possono essere le difficoltà legate ai flussi di informazione, soprattutto in alcune zone dell’Africa. Il marchio americano ha dato il via, in Uganda, a “Google Sms”: informazioni su salute e agricoltura via sms.
In definitiva, i progetti messi in piedi sono molti. Merita particolare attenzione quello ideato da Herman Heunis, un 50enne nato in una fattoria della Namibia. Il suo lavoro prende il nome di “Mxit”, ed ha l’obiettivo di incrementare l’istruzione a basso costo: ciò avviene attraverso, ad esempio, la disponibilità di libri di testo in digitale. Il grande successo di questo lavoro, è testimoniato dalle 14 milioni di persone che, in paesi come Cina e Argentina, ne usufruiscono.
Non soltanto fotografie, e-mail, affari e divertimento. Aziende e cellulari sanno e possono essere qualcosa di realmente importante, per quella che è la situazione di difficoltà in cui si trovano, ad oggi, molti paesi del globo.
di Matteo Aldamonte





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