Lo slogan prima di tutto: Talk, Text, Time. Parlare, scrivere, al massimo potersi informare sull’orario. L’essenziale, insomma, e null’altro. E’ questo - solo questo, verrebbe da dire - il nuovo Sony Ericsson Xperia Pureness, che si presenta sul mercato come un prodotto di nicchia, e che lascia alquanto perplessi.
Perchè? La scelta di mantenere la sobrietà, soprattutto in fatto di funzioni ed applicazioni, stona un po’ con l’andamento del mercato, sempre più indirizzato a lanciare smartphone e prodotti in genere che possano soddisfare l’utente in ogni suo desiderio.
Forse un ritorno al passato da parte di Sony? A livello esterno, l’Xperia Pureness si presenta bene: pannello Lcd trasparente e per un’illuminazione tenue e discreta, ne fanno un prodotto di gran classe.
La pecca sta principalmente negli optional abbinati al prodotto: praticamente nulli. Del resto “Talk, Text, Time”, e null’altro. Sembra impensabile visti i tempi che corrono, ma il cellulare non è dotato nemmeno di fotocamera. Provare per credere.
Xperia fa affidamento soprattutto sul servizio “Pureness Concierge”, che fornisce a ciclo continuo un supporto per qualsiasi tipo di richiesta, dalle esigenze quotidiane all’esoterico. Per il resto, esso “elimina tutto ciò che non è necessario”, togliendo spazio ad applicazioni d’ogni genere.
La scelta è quantomeno discutibile. E’ vero, capita spesso di poter godere di optional, sui cellulari odierni, che poi vengono lasciati inutilizzati ed immacolati per tutto il periodo di possedimento del prodotto. Ma è altresì vero che rimanere lontani da Internet, dal servizio e-mail, dal navigatore può risultare difficile alla clientela attuale.
Ed i dubbi sulla riuscita commerciale di questo lancio si moltiplicano alla lettura del prezzo: 799 euro. Si, avete capito bene: 799 euro. Ne vale la pena? Insomma, la semplicità e la sobrietà, sponsorizzate anche sul portale di Sony Ericsson (www.sonyericsson.com/talktexttime), valgono davvero così tanti danari?
di Matteo Aldamonte







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