Quando si dice ‘in un batter d’occhio’, intendiamo svolgere un’azione, un compito, in pochi istanti. Ora pensate al tempo che impiegate ad ordinare al vostro cellulare o smartphone che sia di avviare una telefonata, di inviare un sms. Ora pensate di impiegarci meno, ma molto meno. Pensate di farlo in un vero batter d’occhio.
Ecco, state immaginando quel che EyePhone rende realtà: controllare il cellulare con i battiti delle ciglia. Tutto ciò è possibile grazie ad un nuovo algoritmo studiato dai ricercatori del Dartmouth College, che potrebbe risolvere situazioni in cui è impossibile o complicato utilizzare il cellulare, come ad esempio in auto, o come quando si hanno semplicemente le mani occupate da altro.
L’algoritmo è sembrerebbe, visto il nome, di casa Apple, ma in verità è stato testato, ad oggi, solamente su alcuni tablet della Nokia. Certo, come detto si tratta solamente di un semplice algoritmo, che andrà poi applicato, uno ad uno, ai sistemi operativi dei vari smartphone.
Soffermandoci sul procedimento tecnico, EyePhone registra la posizione dell’occhio umano posto dinnanzi allo schermo del cellulare. Il monitor, nello specifico, viene suddiviso in nove zone, ed in base a quella scelta dal nostro occhio, il telefono svolge il compito richiesto.
Al momento l’equipe di ricercatori, all’interno della quale opera anche l’italiano Emiliano Miluzzo, ha stimato che le possibilità di successo nella raccolta dell’ordine sono complessivamente del 76 per cento. E scendono al 60 per cento se l’utente è in movimento, nello stesso momento in cui invia comandi al cellulare.
La probabilità di errore, quindi, è ancora troppo alta per un lancio sul mercato. Ma c’è da giurare che un settore commercialmente in continua evoluzione come quello degli smartphone, e della telefonia in generale, sia pronto a miglioramenti repentini, per assicurare alla clientela un lancio così innovativo.
di Matteo Aldamonte







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