Dibattito acceso, rovente, quello degli effetti nocivi che un uso smodato del cellulare può generare sul nostro organismo: alcuni ci credono, altri no. La realtà parla chiaro: tutto il mondo continua ad utilizzarlo, troppo spesso ad abusarne, e le ricerche sui possibili danni all’organismo né risultano così affidabili, né sembrano scalfire la voglia di tecnologia dell’umanità.

Grande sensibilità su questo tema, però, l’hanno dimostrata da sempre i paesi scandinavi. In questa occasione, parliamo della Svezia, il cui governo si è reso protagonista di un gesto abbastanza singolare, visti i modi ed i costumi della società odierna, e che per questo deve far riflettere: il paese nordico è l’unico al mondo ad aver riconosciuto, in maniera ufficiale, i disturbi provocati dal cellulare.

E la stessa Svezia ha fornito dati, numeri: sarebbero oltre 250mila, in tutto il paese, i casi di persone allergiche alle onde radio emesse dai telefoni cellulari. Un’allergia che si manifesta attraverso sintomi vari, ma comunque facilmente riconoscibili secondo gli esperti svedesi.

Si va dal mal di testa alla nausea, passando alla perdita dei sensi. E gli effetti sarebbero generati non solo da un utilizzo diretto dell’apparecchio mobile, bensì anche a distanza, anche nel raggio di qualche metro.

Ha suscitato scalpore, in tal senso, il caso del dipendente Ericsson, che nel 1993, per primo avvertì i suddetti disturbi. L’azienda, pur di permettergli di lavorare, lo munì di una tuta speciale, che lo proteggesse dalle onde radio, ma nel 1999 non si poté fare a meno di ricorrere al pensionamento anticipato.

Mentre la Svezia, riconosciuti i danni provati dai cellulari, si attiva con un servizio di assistenza, tutto il resto del mondo sembra essere insensibile alla causa. E l’Italia non è da meno. Quel che c’è da chiedersi ora è: svedesi esagerati, o svedesi primi rispetto al resto del globo, e stupido quest’ultimo?

di Matteo Aldamonte
[Foto - Informaniaci]


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