Se crisi e necessità primarie avevano portato ad una contrazione del mercato di cellulari e smartphone, questo stesso periodo di difficoltà è terminato, e le aziende del settore possono tirare un sospiro di sollievo. Ad annunciarlo è Gartner, agenzia d’analisi.
Mettendo in raffronto i risultati del terzo trimestre del 2009, in cui si registrava appunto un significativo rallentamento, e lo stesso periodo più recente, è emerso come il margine temporale delle ristrettezze sia terminato, ed anzi si potrà guardare con rinnovata fiducia al 2010.
Questo quarto e ultimo trimestre dell’anno, infatti, farà registrare un pareggio delle vendite, nel complesso, rispetto al 2008, annullando così il calo di ben 308,9 milioni di unità fatto segnare solo pochi mesi fa, nell’ultima analisi condotta nel settore.
Questo trend positivo è stato spiegato dagli esperti dell’universo delle telecomunicazioni come lo scemare progressivo della crisi per le tasche dei risparmiatori, ma anche a fattori come l’eliminazione delle scorte di telefonini invenduti e al boom delle vendite nel “mercato grigio“, in paesi come la Cina.
In verità, comunque, il momento negativo ha riguardato solamente i cellulari. Per gli smartphone c’era stata, si, una flessione, ma molto lieve. In ogni caso, per loro c’è stato un ulteriore aumento: incremento del 12,8% circa, quantificabile in 41 milioni di unità vendute.
Per i colleghi cellulari, invece, la risalita assume un’importanza maggiore. Non cambia, tuttavia, il marchio di comando del mercato: Nokia, nonostante una leggera flessione dell’1,5%, rimane in testa. Migliorano Samsung e LG, mentre è in calo Motorola.
La vera lotta, tuttavia, rimane oggi quella nel mercato degli smartphone. Qui sono ancora i finlandesi ad avere la meglio, nonostante sia alquanto minacciosa l’ombra di Apple. La casa americana, con il suo iPhone, ha ottenuto un +5% del giro d’affari decisamente positivo.
Dati a parte, fa piacere, in qualche modo, vedere una ripresa nel settore tecnologico. Questa potrebbe essere una testimonianza interessante di come i consumatori di tutto il mondo stiano risentendo meno dell’ondata di crisi economica, e possano permettersi, senza eccessivi sacrifici, anche beni di seconda necessità.
di Matteo Aldamonte







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