Ormai era chiaro da tempo: il mercato dei cellulari e della telefonia mobile in generale è ormai tutto sotto il loro predominio. Non monopolio, perchè numerosi sono i marchi presenti, ma predominio si, vista l’assoluta superiorità dei prodotti da loro offerti.

Di chi stiamo parlando? Senza dubbio di Nokia, azienda finlandese tra le più longeve nel settore, e Apple, che con il suo iPhone e attraverso gli smartphone in generale, si è imposta come marchio trainante per una virata significativa nel mercato dei dispositivi mobili.

Insomma, due aziende al centro di uno degli universi più “affollati” di clientela in assoluto. Due concorrenti eccellenti, quindi. Ed ora, dopo le notizie rese pubbliche in giornata da Nokia, due marchi più nemici che semplicemente concorrenti.

“Apple sta cercando di fare un giro gratuito sulle spalle delle innovazioni di Nokia”. Ha aperto così il duo discorso Ilkka Rahnasto, vice presidente del divisione legale di Nokia, il quale non le ha mandate certo a dire all’azienda americana.

La questione nascosta dietro alle dichiarazioni del legale scandinavo sarebbero di portata mondiale: Apple, infatti, è accusata di aver violato ben dieci brevetti di Nokia relativi ai protocolli Gsm, Umts e Wi-Fi, adottandoli liberamente e senza alcun costo in tutti i suoi iPhone.

“Il principio che sta alla base dell’industria mobile è che quelle compagnie che contribuiscono coi loro standard allo sviluppo della tecnologia, creano proprietà intellettuale che gli altri player devono ricompensare” - ha aggiunto Rahnasto – ed anche Apple deve rispettare questo principio”.

La battaglia è appena cominciata e, visto l’alto numero di brevetti chiamati in causa, si appresta a durare per un lungo periodo. Anni, dicono gli analisti. Al termine dei quali Apple potrebbe trovarsi a dover risarcire, se le accuse fossero fondate, fino ad un milardo di euro in qualità di risarcimento.

Questo, come spiega Nokia, sarebbe la conseguenza di un costante rifiuto da parte dell’azienda “della mela”, nel collaborare, pagando regolarmente le royalties.

Ed allora, adesso sono i finlandesi a non voler più collaborare: Rahnasto ha già escluso, infatti, la possibilità di un accordo per il compenso inerente la proprietà intellettuale. Ora per Nokia sembrano esistere solo le vie legali.

La fine di queste vie non sembra scorgersi per ora. Ma un dato è certo: la guerra tecnologica è iniziata, e si sa: in guerra tutto è permesso.

di Matteo Aldamonte


Ciak! on Facebook

  1. Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?