L’ultimo Festival della Canzone di Sanremo, con il discusso secondo posto del trio formato da Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, ha riaperto il dibattito riguardante la validità ed il funzionamento delle votazioni televisive che permettono al pubblico, almeno in teoria, di emettere verdetti e proclamare vincitori.

Ed allora, in molti si sono chiesti: come funzionano i televoti? Chi li gestisce? Chi è a guadagnarci in misura maggiore? Chiariamo subito che non sono direttamente le varie redazioni o comunque le direzioni televisive a gestire i vari conteggi, bensì alcune aziende specializzate (!) nella fornitura di servizi telefonici.

Non parliamo dei gestori noti, bensì di imprese che, di mestiere, si occupano appunto di offrire l’opportunità delle votazioni, di conteggiare in tempo reale le preferenze, di offrire in allegato suonerie, loghi e giochi d’ogni genere. Ovviamente a costi alquanto salati.

Nel caso specifico dei televoti, ovviamente ci si avvale dell’ausilio di un computer, che opera il conteggio finale, in presenza di un notaio, e che lo invia in tempo reale alla produzione, la quale emette i risultati in televisione.

Certo, la parte migliore della questione è rappresentata dai guadagni. I quali vengono spartiti tra cinque differenti parti in causa: gli operatori telefonici, le reti tv, il titolare del format, i produttori del programma e le società che gestiscono il televoto. Il primo, comunque, incassa gran parte degli introiti, con percentuali del 40% circa - ma anche di più - sul totale.

Nello specifico, l’utente paga non tanto l’sms di votazione, il cui costo è generalmente quello di un normale messaggio, bensì la risposta di conferma da parte del computer. Con questa, lo stesso incamera il voto, lo conteggia, e poi finalmente incassa.

Questo per numerosissime volte in una sola serata. Con picchi elevatissimi nelle puntate clou dei vari reality, o talent-show: si arriva, addirittura, a 15mila voti al minuto e 250 sms al secondo. Numeri a volte ingestibili per lo stesso computer, che non riesce a conteggiarli tutti.

A cosa è dovuto questo sovraccarico? Ad un limite altissimo di voti massimi per ogni utente. Già, perchè se l’America ha un limite di tre votazioni, trasmissioni televisive come ‘Amici’ permettono di esprimere per ben cento volte a settimana, od a sessione di voto.

L’importante, in fondo, è portare a casa la pagnotta. Una pagnotta che, in alcuni casi, comporta bollette stratosferiche nelle case italiane: anche 250 euro in una sola sera, spesi da ragazzine il cui cellulare rischia, a tratti, il cortocircuito. Ed allora, che la pagnotta possa essere indigesta.

di Matteo Aldamonte


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